Becca Rayette o Bec d’ Epicoun
E’
tra le gite sci alpinistiche più impegnative
che si possano trovare con partenza dal rifugio Crête Sèche. E’ da affrontare
in primavera con condizioni di buona stabilità del manto nevoso. Il tratto
finale per raggiungere la vetta (circa 80 m) si svolge su roccia con un
passaggio di 3 grado. Il pendio che porta alla spalla
sotto la vetta è esposto a Nord e vista la quota per gran parte dell’
inverno la neve è farinosa. L’ unica nota negativa è che dal Colle di
Chardoney bisogna scendere circa 150 m che logicamente quando si effettuerà
il percorso in senso inverso per tornare al rifugio saranno da percorrere
in salita.
La salita alla Becca Rayette
Dal rifugio (2410 m) si prosegue lungo il tracciato del
sentiero estivo fino al Plan de la Sabla (2610 m) . Si attraversa il pianoro
tagliandolo in diagonale da destra verso sinistra e poi si prosegue dritti
verso il confine con la Svizzera dove si vede anche in inverno un grosso
cippo di confine fatto con le pietre. Raggiunto il cippo al Colle di Crête
Sèche (2899 m) si prosegue lungo la dorsale di confine in direzione est
per poi prendere un’ altra comoda dorsale che si trova centrale nella
piccola valle che sale al Colle di Chardoney. Quest’ultima comoda dorsale
guida lo sci alpinista fino al Colle di Chardoney (3185 m) dal quale si
è obbligati a scendere circa 150 m per poi attraversa il ghiacciaio d’
Epicoun tenendosi un po sulla destra e facendo un semicerchio che segue
la dorsale sulla destra fino raggiungere lo sperone roccioso che scende
dalla parte più bassa della dorsale della Rayette e si infila evidente
nel ghiacciaio che stiamo attraversando. Si prosegue sotto lo sperone
e dopo averlo aggirato si sale sul ripido pendio che lo fiancheggia fino
a raggiungere la spalla. Quest’ ultimo tratto descritto è ripido ed in
alcuni casi si è obbligati a calzare i ramponi. Raggiunta la spalla si
prosegue verso la vette sullo spartiacque che diventa sempre più inclinato
fino a raggiungere le rocce sotto la vetta. Tolti gli sci si percorrono
gli ultimi 80 m su roccia (un passaggio di terzo grado) e si arriva in
vetta. Chi non è abituato a questo tipo di terreno è meglio che porti
con se due spezzoni di corda da abbandonare nel caso volesse calarsi in
doppia. La discesa viene fatta sullo stesso itinerario di salita.
Le informazioni sulle condizioni del manto nevoso si possono chiedere
a Daniele al rifugio Crête Sèche.

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